giovedì 13 ottobre 2011

Nemesis Blog Tour: -La Chiave di Salomone-




Continua l'appassionante storia di Kevin ed Ellen e del loro amore "proibito". Sì, perché un Angelo Ombra e un Demone Emerso non possono stare insieme senza sfidare il Patto d’Equilibrio. Per questo, pur di restare uniti, i due hanno affrontato il proprio destino e il Consiglio dei Cerchi e delle Sfere.
In questo nuovo e ultimo capitolo, i nostri due protagonisti lasciano Inverness, ma pochi mesi dopo la loro fuga, la siuazione di colpo precipita. Nelle Highlandsn, Nemesis, l’Angelo dell’Apocalisse, raduna nuovi Discepoli mettendoli sulle tracce della misteriosa Chiave di Salomone. All’oscuro di tutto questo, e rifugiatisi a Roma, Ellen e Kevin si trovano al centro di nuove oscure macchinazioni. Il tramonto inizia ad assottigliarsi, il Patto d’Equilibrio sta per essere spezzato, e le nature di Demone Emerso e Angelo Ombra prendono sempre più il sopravvento rendendo impossibile la loro vita assieme e spingendoli l’uno contro l’altra. Ma questa volta c’è in gioco molto di più che la loro felicità, perché Angeli e Demoni sono sull’orlo di una guerra senza precedenti, capace di annientare l’intera umanità e di spalancare i Cancelli dell’Inferno…
Così, tra le rovine di Roma e le nebbie di Inverness, Ellen e Kevin inizieranno una corsa contro il tempo per recuperare la Chiave di Salomone, prima che l’Ordine dell’Apocalisse abbia il sopravvento. Ignari, tuttavia, che i traditori del Consiglio sono pronti a tutto pur di compiere la loro folle missione. Fino all’imprevedibile finale, in cui ogni segreto sarà rivelato.




"Appena fece un altro passo, si accese un triangolo di undici candele nere,
rivelando
dei simboli disegnati sul pavimento.
Dieci cerchi bianchi,
disposti in modo tale
da formare la figura di un ottagono
con due circonferenze vicine al vertice più basso.

«Entra nel diamante delle Sephirot»,
sussurrò la voce.
Prima dell’ultimo cerchio si trovava una pozza riempita di una sostanza scura.

Dentro c’era un individuo immerso fino al mento nel liquido.
I capelli, intrisi di sangue, gli coprivano metà volto.

«Segui il sentiero di sangue. Percorri l’Albero della Vita».

«Paradiso, Inferno. Caino, Serpente e Angelo Caduto»,

recitò Inghinn.
«Raggiungimi, Primo Discepolo dell’Ordine, segui il sentiero ermetico».

Inghinn alzò l’uomo in grigio da terra e lo prese sottobraccio.
«Malkut, il Regno»,
disse entrando nel primo cerchio e affondando il coltello nella bocca dell’Immacolato,
che emise un gemito.

Poi proseguì diritto fino al secondo simbolo.

«Yesod, il Fondamento»,
pronunciò conficcando la lama nell’inguine della vittima.

Si spostò in obliquo, sulla sinistra.

«Hod, la Gloria»

sussurrò colpendolo alla gamba sinistra.

«Geburah, la Severità»."





«Un epilogo inaspettato come una giornata di sole in pieno inverno,
regala un’emozione particolare a chi legge»
-Fantasy Magazine-


Estratto
-Seconda parte-

Alle diciannove in punto staccai dal lavoro. Indossai dei comodi jeans e una maglietta scura, quindi presi la borsa. Contai i soldi delle mance, arrivavo appena a dieci euro. Periodo di orrenda crisi, senza dubbio. Scrollai le spalle. Sarebbero bastati per pagare due aperitivi. Oppure due caffè. Appena uscii dal bar, trovai Kevin che mi stava già aspettando. Schiena contro il muro, un ginocchio alzato, un libro tra le mani. Per la precisione la guida che gli avevo regalato la settimana precedente. Strinsi gli occhi. Che intenzioni aveva? Rimasi a guardarlo per un minuto. Ormai lo conoscevo da più di un anno, eppure ogni volta che lo vedevo il cuore mi batteva all’impazzata come una ragazzina in preda a una crisi ormonale. Occhi celesti come il ghiaccio, una cascata di riccioli biondi che gli incorniciava i lineamenti squadrati del viso. La solita stupida, certo. Eppure mi era impossibile comportarmi diversamente. Perché tutto era successo troppo velocemente, e in quei mesi non avevo realizzato che la mia vita era cambiata per sempre. In peggio o in meglio? Ancora dovevo stabilirlo. Comunque, il più bel compleanno della mia vita era stato quello dei quindici anni, quando avevo ricevuto come dono l’Evoluzione. Un termine piuttosto vago e apparentemente innocuo per dire che non ero un’umana né un semplice diavoletto dispettoso, ma un Demone Emerso devoto al Basilisco. Non solo, ma il ragazzo che avevo conosciuto e per cui avevo perso la testa era un Angelo Ombra. Bianco e nero? Freddo e caldo? Acqua e fuoco? Agli antipodi, insomma. Ma non era finita, un super Angelo pronto a scatenare l’Apocalisse era sulle nostre tracce. Infine, il Consiglio aveva ammesso il proprio sbaglio per aver tranciato ingiustamente l’ala a mio fratello Damien, ma non aveva accettato di buon grado la mia relazione con Kevin. Stop, pausa di riflessione? Manco per sogno. Perché l’Arconte aveva proibito qualsiasi relazione tra Angeli e Demoni. In pratica dovevo far finta che nulla fosse accaduto e tornare l’Ellen di sempre tra college e biblioteca. Ottimo. Le cose erano andate un po’ diversamente. «Kevin?». Kevin ebbe un sussulto. «Non mi ero accorto che fossi già uscita», mi disse baciandomi sulla fronte. «Troppo preso dalla lettura del libro che ti ho regalato e che hai ignorato per una settimana?», lo punzecchiai. Lui alzò gli occhi al cielo. «Ero occupato in biblioteca». Scoppiai a ridere. A Roma i nostri ruoli si erano invertiti: io ero diventata una cameriera in un bar all’ombra del Colosseo, Kevin aveva trovato un impiego pomeridiano in una biblioteca di quartiere. La vita a volte è davvero ironica. O sadica, dipende dal punto di vista. «Già, immagino. Trovato nulla di interessante?». «Hum… qualcosa. Dai, incamminiamoci», disse prendendomi sottobraccio. Ci avviammo lungo i Fori Imperiali. Osservai alle mie spalle la sagoma del Colosseo farsi sempre più piccola. «Roma è davvero una città stupenda. Mi piacerebbe viverci, lo sai?», esordii dopo un po’. Kevin mi fulminò con lo sguardo. «Troppo caotica per i miei gusti». «Figuriamoci. Lo dicevi anche per Inverness. Per caso ci sono altri motivi?», gli domandai, Kevin non era mai stato un campione di bugie. «Ma davvero, Ellen, vorresti vivere in Italia?». «A Roma, sì. L’Italia non è così terribile come sembra di primo acchito». «Non lo so. Non credo sia il posto giusto per noi», s’incupì aprendo il libro sull’ultima pagina, dove c’era la mappa della città. Un velo di tristezza mi coprì il volto. «Perché, per caso esiste un posto adatto per un Demone Emerso e un Angelo Ombra in fuga?». Mi rispose con un’occhiataccia. «Parla piano. Forse una città più piccola, meno frequentata, meno confusionaria…». «Meno, meno, meno» lo presi in giro. «Kevin, mi conosci. Roma è bellissima, piena di cose da vedere, non mi annoierei mai. Ma con te vivrei anche in un paesino di mille anime arroccato su una montagna sconosciuta, per me non fa differenza». Lui si fermò, pensieroso. «Chissà, potrebbe essere un’idea». Gli detti una pacca sulle spalle. «Ehi, stavo scherzando. Scordatelo. Ah, non riuscirai a sviare il discorso, quindi andiamo subito al sodo. Che hai oggi?». Kevin rimase un minuto in silenzio, preso in contropiede, mentre ci avviavamo lungo Via del Corso, gremita di persone. «Non è il momento e il luogo per parlarne», dichiarò caustico. «Per quale motivo? In questa strada ci sono migliaia di persone alle quali non frega un accidente dei nostri problemi. Stai diventando troppo apprensivo». «Apprensivo? Stai scherzando? Siamo dei fuggiaschi, Ellen, fattene una ragione». Inarcai le sopracciglia. «Me ne sono fatta una ragione nel momento in cui ho spiccato il volo dal Castello di Inverness». Kevin mi strinse le mani nelle sue, i nostri sguardi s’incontrarono. Ancora una volta, mi persi nelle sue iridi. E, come sempre, per uscire dall’imbarazzo detti il meglio di me. «Bene, Romeo Alato, vediamo di dipingere un bel sorriso sul tuo volto. No, non sono pentita di averlo fatto. Sì, mi avevi avvertita che saremmo fuggiti di città in città, anche se non pensavo fosse così stressante. E soprattutto, sì, sono felice di stare con te. Come mai lo sono stata in tutta la mia vita». Con l’indice mi alzò il mento, le sue labbra sfiorarono le mie. «Era questo che volevo sentirti dire».


Intervista a Francesco Falconi: seconda parte


E come poteva essere un vero Blog Tour senza l'ospite d'onore? Eccoci nuovamente insieme a Francesco Falconi, che ci svelerà, in questa seconda tappa del Tour qualche curiosità sulla stesura di "Nemesis -La chiave di Salomone-".

Ciao Francesco, benvenuto! Qui al Gloria's Literary Cafè parleremo dell'ambientazione scelta da te per il secondo capitolo di Nemesis, che come ricordiamo a tutti i lettori, è il libro finale, che conclude la storia di Ellen e Kevin.

-Ciao Gloria, e un saluto a tutti i lettori del Literary Cafè!

La domanda nasce spontanea: perché la decisione di “spostare” la storia da Inverness -nelle Highlandsn scozzesi- in Italia, più precisamente a Roma?

-In realtà lo spostamento di “location” è stato in primis imposto dalla trama, in quanto al termine del primo libro Ellene Kevin decidono di anteporre i loro sentimenti alle regole del Consiglio. Per cui, sì, una fuga d’amore. Ho colto l’occasione per “rompere” l’ultimo tabù, ossia ambientare una storia fantastica nella città dove vivo, Roma, che offre spunti e ambientazioni magnifiche. Per non parlare della storia e dei miti che si possono scoprire in ogni angolo della città e che all’occorrenza potevo visitare facilmente. Quale migliore scelta? Sono un autore italiano, e lo sono anche i miei lettori.

Roma è anche la tua città “adottiva” perché nonostante tu sia toscano, sappiamo che da anni vivi e lavori nella capitale. La tua scelta è quindi legata a un tuo particolare coinvolgimento e conoscenza di questa città oppure più per un tuo “sentire” Roma come città più affine all'evoluzione della storia?

-Entrambi, per l’appunto. Ho studiato molti libri su Roma, esiste un background storico piuttosto interessante. Ho attinto da alcune leggende, ho ripreso particolari momenti e scene. Basti pensare a Castel Sant’Angelo, a San Pietro, alla “Città Fantasma” di Galeria, alla Porta dei Cieli. Tutto, in modo naturale, calzava a pennello con la storia di Ellen e Kevin. Mi sono divertito a mescolare il patrimonio artistico e culturale di Roma con il mondo di Nemesis e delle Streghe kalè. L’ambientazione non sarà un vero pretesto, ma avrà un ruolo fondamentale nella vicenda.

Come mai i nostri protagonisti decidono di rifugiarsi in Italia? C'è forse legame tra loro e la nostra terra? Puoi anticiparci qualcosa? Siamo troppo curiosi!

-In realtà non c’è un particolare motivo che lega la discendenza dei due protagonisti a Roma. Si tratta di una fuga dalle leggi ferree del Consiglio di Inverness, che mai permetterebbe l’unione tra un Angelo Ombra e un Demone Emerso. Una fuga che li costringerà a rifugiarsi prima a Londra, Madrid, Parigi, Berlino, e infine a Roma, dove inizia proprio la storia de “La Chiave di Salomone”. E, naturalmente, alla ricerca di questa Chiave.

Grazie mille Francesco! Colgo l'occasione per ringraziare te e la casa editrice Castelvecchi per aver invitato il nostro blog a partecipare a questa bellissimo Tour. Non vedo l'ora di poter leggere il libro. Che dire ancora? Ti auguriamo un grande “in bocca al lupo” per l'uscita di questo tuo nuovo libro e ricordiamo ai lettori che “Nemesis -La chiave di Salomone-” verrà presentato in anteprima al Lucca Comics, dove ovviamente sarai ospite. Per cui ragazzi, se volete incontrare e conoscere Francesco, non perdetevi questa opportunità.

-Sì,vi aspetto a Lucca Comics& Games: ecco gli appuntamenti! http://www.facebook.com/event.php?eid=202530989820884


Vi ricordo inoltre la terza tappa del Nemesis Blog tour il 19 Ottobre 2011 su

Living for Books


Non mancate!

Novità Edizioni XII: Il grande notturno



Dal 2 Novembre 2011 in libreria


La quiete caotica di Milano viene sconvolta dall’invasione di miriadi di topi: per risolvere il maligno problema interviene un personaggio inquietante, dotato di un carisma perverso e ammaliante, capace di un potere al di là di ogni immaginazione.
La sua vendetta porterà gli incubi umani a livelli insostenibili: egli verrà a mostrare quanto la paura possa farsi realtà e rendersi manifesta in luoghi a noi familiari, magari seduta accanto a noi su un vagone della metropolitana, o nascosta nella musica di una notte maledetta.
Dentro una storia che attraversa continenti e secoli, che trasforma l’eternità in un singulto d’amore, conosceremo un personaggio pericoloso e struggente, che calca le sue orme crepuscolari a perseguire un solo scopo, l’unico che gli permette di non soccombere alla Vita: nutrirsi di Bellezza.
Il Grande Notturno è già in mezzo a noi.


L’autore

Ian Delacroix è da diversi anni tra i protagonisti nell’underground letterario dark-horror italiano, che l’ha visto collaborare in qualità di redattore e articolista con diversi tra i maggiori siti di genere (The Gate - il Cancello, Scheletri, LaTelaNera) e con la rivista Necro. Lavora anche come editor e traduttore freelance.
Esordisce con la raccolta di poesie Erato Svelata nel 2004; nel 2007 escono autoprodotte due sue raccolte di racconti: (De)Composizione di Viole ed Epifanie.
Con Edizioni XII pubblica nel 2007 la raccolta di racconti Abattoir ed è tra gli autori delle raccolte TaroT - Ludus Hermeticus (2007) e Archetipi (2009). Nel 2010 ha contribuito alla raccolta Carnevale con la traduzione del racconto di Michael Laimo e con una cornice narrativa.

Leggereditore: dal 27 Ottobre 2011 in libreria




“Originalissimo, sensuale, da leggere tutto d’un fiato.”
-Romantic Times-

Nato in un clan di guerrieri dai poteri sovrannaturali, Gavrael McIllioch ha abbandonato il proprio nome e il castello che lo ha visto crescere, determinato a sfuggire al destino oscuro dei suoi antenati. Per proteggere i suoi cari dal clan rivale vive sotto falsa identità, convinto di aver rinnegato per sempre i sentimenti che lo legavano alla splendida Jillian St Clair. Tuttavia, nonostante la lontananza, non ha mai smesso di vegliare su di lei, e quando il padre della ragazza gli chiede di accorrere in suo aiuto, lui si precipita al suo fianco. Perché è fuggito da lei? E perché le si riavvicina ora, proprio quando il padre ha organizzato una gara fra cavalieri che aspirano a prenderla in moglie? In preda alla rabbia, Jillian si è ripromessa di non cedere mai al matrimonio. Gavrael è l’uomo che ama, ma è anche colui che l’ha quasi costretta fra le braccia di un altro. Lui ha provato a fingere indifferenza, ma nulla riuscirà a tenerlo lontano dall’unico essere che possa placare il suo animo; nulla, nemmeno le oscure presenze che auspicano la morte di entrambi...





"Deliziosamente passionale, sfacciatamente intrigante...
Emma Holly è un concentrato di sensualità
e fantasia che non smette di conquistare nuove lettrici."
-Isn't It Romantic-


Mentre le ombre del secondo conflitto mondiale dilagono, il clan dei Fitz Clare dovrà riuscire a contrastare le forze oscure che minacciano il destino dell'umanità.
Londra 1933. Reso vulnerabile dal suo amore per una donna umana, Edmund Fitz Clare è stato rapito da un clan rivale di vampiri mutaforma. Sono settimane che si trova lontano dalla sua famiglia, rinchiuso in una cella, e dilaniato dall’impotenza che gli impedisce di lottare contro le forze oscure che minacciano di soggiogare il mondo. Da quando Edmund è scomparso, Estelle l’ha incontrato solo nei suoi sogni, grazie a un legame psichico che li unisce ogni istante di più. Questo nuovo potere, però, svela i suoi pensieri non solo a lui, ma anche ai vampiri che lo tengono prigioniero. Un’arma a doppio taglio che dovrà imparare a usare nel suo viaggio alla ricerca di Edmund, perché il pericolo getta un’ombra minacciosa sulla sua famiglia e sull’intera umanità. Una storia d’amore, di passione e di coraggio, che incanterà gli amanti del genere paranormal e tutti coloro che ancora credono nella forza dell’amore autentico.





“Un romanzo pieno d’azione, suspense ed erotismo.”
-Booklist-


Kate ha deciso di tornare a Sea Haven, e non è solo la sua famiglia a riportarla a casa... Anche per lei è giunto il momento di guardare il proprio destino negli occhi. È una scrittrice di successo e una grande viaggiatrice, ma ora ha bisogno di fermarsi. Un mulino abbandonato le sembra il luogo adatto per ricominciare, e così decide di trasformarlo in una libreria. L’affascinante Matt Granite si offre di aiutarla nei lavori di ristrutturazione; l’amore che cova in segreto per lei lo spingerebbe a far di tutto pur di starle accanto. C’è qualcosa che lo attira inesorabilmente, e non si tratta solo della sua voce dolce e sensuale. Quando una scossa di terremoto fa cedere le fondamenta del mulino, Kate sente che una forza maligna e centenaria è stata liberata... ed è lì per lei. Nonostante Matt la segua giorno e notte, Kate sa che questo non basterà a proteggerla, e che sarà necessario raccogliere i poteri di tutte le sorelle Drake per sconfiggere l’oscurità che minaccia di cancellare per sempre la tranquillità di Sea Haven.



E come sorpresa finale... ecco due libri firmati Kresley Cole
al prezzo speciale di Euro 5,00



“Una serie davvero unica!”
-Sherrilyn Kenyon-


Nikolai Wroth, un antico signore della guerra ora divenuto vampiro, è alla ricerca della sposa che lo accompagni per l’eternità e che lo faccia diventare invincibile. La sua natura lo rende più debole di un comune vampiro, e per recuperare le sue forze deve trovare una donna che si leghi a lui. Non è il sentimento a tracciare le sue mosse, almeno fino a quando il suo cuore ricomincia a battere, senza preavviso...
Myst è conosciuta come la valchiria più affascinante al mondo, ed è allo stesso tempo una spietata guerriera e una seduttrice senza rivali. Per cinque lunghi anni cerca di sfuggirgli, fino a quando Wroth le ruba il prezioso gioiello al quale è profondamente legata, ribaltando le regole del gioco. Ora è la pericolosa valchiria a essere soggiogata dal vampiro. Mentre il gioiello è fra le sue mani, Wroth potrà indurla a fare qualsiasi cosa...
Il prequel della serie Gli Immortali apre le porte di un mondo oscuro e sensuale, dove il pericolo e l’amore sono intimamente intrecciati.






Dopo aver sopportato anni di torture inflitte dai vampiri, Lachlain MacRieve, capo del clan dei lykae, è furioso quando scopre che la compagna che aspetta da millenni e che gli è destinata è in realtà un’esile ed eterea creatura, metà valchiria e metà vampiro. Porta il nome di Emma e anche lei ha un passato tormentato alle spalle; nel momento in cui Lachlain la reclama come Compagna è costretta ad abbandonare la ricerca della verità sulla morte dei genitori per seguirlo nel suo antico castello in Scozia. Laggiù, il timore che la giovane prova per il popolo dei lykae e per la loro fama di oscuri amanti comincia ad affievolirsi, mentre lui porta avanti un lento e perverso gioco di seduzione. Il suo unico scopo è quello di soddisfare i desideri nascosti che lei non ha mai osato rivelare. E quando un antico dolore tornerà dal passato di Emma, il profondo desiderio che li unisce rischierà di mettere in ginocchio perfino un valoroso combattente come Lachlain e risveglierà in lei uno spirito guerriero mai sopito...

"Made in Italy" con Stefania Auci: Fiore di Scozia




Fiore di Scozia



"Lei si costrinse a sorridere e annuì.
Lo guardò allontanarsi per il sentiero tra gli alberi,
poi si voltò verso il fiume che scorreva cantando alle sue spalle.
Le acque erano inondate da riflessi d'oro e d'argento
che si riflettevano sulle fronde sopra di lei.
Tutto era in armonia.
Tranne il suo cuore.
Perché sapeva che presto Alexander le avrebbe detto addio."


Deirdre vent'anni, lunghi capelli rosso tiziano e occhi viola dell'intensa tonalità del cardo:
belli e pungenti.




Alexander, capelli castani e grandi occhi azzurri come il cielo.




Tra di loro una guerra, la rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart per l'indipendenza della Scozia. Un grande amore e un doloroso addio... il destino li vedrà vicini o la guerra li separerà per sempre? Nel loro cuore la speranza di riabbracciarsi non si spegnerà tanto facilmente.


-"Giurami che tornerai."(...)
Avrebbe fatto tutto per lei.
Avrebbe attraversato le Highlands a piedi in inverno,
affrontato battaglioni di inglesi
e nuotato nel mare del Nord,
pur di tornare da Deirdre.
Lo promise a se stesso,
perché soltanto con lei
la sua vita sarebbe stata degna di essere vissuta.-


Ma la guerra non è l'unico ostacolo al coronamento del loro amore... questa nuova minaccia ha capelli color sabbia e occhi verde scuro dallo sguardo tagliente: il suo nome è Sean Mordaunt, giudice scozzese delle Lowlands, inviato ad Aberdeen per conto della Corona.

L'ossessione dell'uomo per Deirdre, maturata nel corso degli anni, raggiunge l'apice con la notizia della partenza del giovane Alexander per la guerra: Thomas Murray, il padre di Deirdre è morto pochi mesi prima e il promesso sposo della giovane Murray si è unito ai giacobiti. Sean Comincia a pregustare la vittoria; deve solo aspettare il momento giusto, perché sa che presto arriverà.


-"Avevo sentito parlare della figlia di Murray, della sua bellezza...
Vi chiamano il Fiore di Scozia, giusto?
Dicono che siate bella e pungente come un cardo." (...)
Per la prima volta in tutta la sua vita
stava provando un desiderio sordo e cieco
nei confronti di una donna:
una sensazione inspiegabile, istintiva,
di una forza talmente sconvolgente
da strappargli un sussulto.
Fu allora che la sua vita cambiò per sempre.
Sean non avrebbe mai guardato nessun'altra donna come lei.
Era perfetta.-




Quali nefasti e tragici eventi aspettano Deirdre?
Sarà abbastanza forte da affrontare il suo destino lontano da Alexander?



Il mio commento

Stefania Auci ci racconta una grande storia d'amore e d'amicizia, di coraggio e di speranza in un futuro buio e incerto. "Fiore di Scozia" è un libro intriso di passione, passione per i propri ideali, che spingono Alexander, il nostro protagonista, a lasciare la sua terra e la sua promessa sposa rischiando la vita per inseguire il sogno di liberare l'amata Scozia dall'oppressione.
Una storia, questa, colma di amore e dolore, in un agrodolce di emozioni senza tempo.
Lo stile sempre fresco e scorrevole della Auci ci accompagna per l'intero libro e le pagine scorrono veloci tra baci che nascondono promesse da mantenere e fiumi di sangue sul campo di battaglia, tra lacrime amare e sorrisi dipinti di speranza.
Un romanzo che non potrà non rubarvi il cuore, che farà innamorare le appassionate lettrici romance di tutte le età... perché a volte è dalle grandi sofferenze che rinascono i grandi amori.



L'intervista

Sono felice di poter presentare a tutti gli amici del blog, una bravissima scrittrice, nonché carissima amica del Gloria's Literary Café, che molti di voi già conosceranno grazie alla pubblicazione del suo precedente libro “Hidden in the dark”.

Ciao Stefania, benvenuta nel mio “Made in Italy”. Vuoi raccontare qualcosa di te ai nostri lettori? Com'è nata questa tua passione per la scrittura?

-Salve a tutti e grazie a te, Gloria, di avermi ospitato nel tuo accogliente caffè letterario... Di me posso dire ben poco: una persona normale, con una famiglia, al momento disoccupata (sono una docente di diritto che i tagli alla scuola hanno lasciato a piedi) con una grande passione per la scrittura. Niente glamour, niente roba anormale: una mamma che scrive. Tutto qui. Quanto allo scrivere… beh, prima ancora è nata la passione per la lettura. Nessuno può scrivere bene se non legge centinaia di libri, specie i grandi classici. E, a forza di leggere le storie degli altri, mi è venuta voglia di raccontare le mie. E siamo… nel glorioso 1986. Oggi ho trentasette anni (novembre). Non riesco a immaginare la mia vita senza la lettura e la scrittura. Tutto qui.


Ti abbiamo conosciuto come autrice fantasy; “Fiore di Scozia” è un romance storico: come mai questa tua decisione di cimentarti in un altro genere letterario?

-Perché è nato un po’ per caso, un po’ per passione. Avevo presentato alla Harlequin uno dei miei romanzi paranormal ma, a causa del vincolo che hanno con la casa madre canadese, non hanno potuto acquisirlo. Tuttavia lo stile era piaciuto così mi hanno chiesto se avevo una storia più consona alle loro linee editoriali da poter presentare. Io stavo lavorando alle primissime pagine del Fiore… ed eccoci qui. Sono stati mesi di passione e lavoro duro, attesa, sofferenza e difficoltà. Ma adesso vedere il mio romanzo sui banchi delle edicole di tutta Italia mi ripaga da ogni sofferenza.


Tra tutti i periodi storici e le ambientazioni possibili, perché la tua scelta è caduta proprio sulla Scozia e sulla rivolta giacobita del 1745?

-Perché, sarà ovvio dirlo, amo la Scozia e il 1745 ha per quella nazione l’importanza che ha avuto per l’Italia il 1848. E’ stata un fix point, una data fondamentale non solo nella storia di questo meraviglioso paese, ma in quella di tutto il Regno Unito. Peraltro, conosco abbastanza la Scozia, poiché ho trascorso del tempo laggiù, quindi non vi è il rischio “dell’immaginato”. Ho lavorato molto sulla realtà di luoghi e situazioni, limitando al massimo le c.d.”license poetiche” che rendono la storia inconsistente e credo che il risultato sia soddisfacente. Insomma… niente caffè ad Aberdeen nel 1745.


Parliamo di Deirdre e di Alexander, i protagonisti di questa bellissima storia d'amore: pregi e difetti, debolezze e punti di forza.

-I miei personaggi sono un po’ come figli. Avrei voglia di strozzarli in certi momenti, ma fondamentalmente, li adoro. Alex è un po’ tutto ad un pezzo, il classico eroe-che-più-eroe-non-si-può. Sarà la guerra a farlo rinsavire, in maniera traumatica, certo, ma gli toglierà quell’aura di cavaliere senza macchia e senza paura per portarlo in una dimensione drammaticamente concreta. L’ho amato proprio di più nella seconda parte, in cui dimostrava limiti e debolezze. Deirdre, invece è ispirata a una donna molto vicina a me e che ha sempre lottato e tenuto duro nella vita, sia per l’uomo che ama che per la propria famiglia. Certo, alcuni aspetti sono più spiccati, altri sono differenti rispetto alla persona “vera”. In entrambi i casi, ho cercato di rendere il più possibile veri e non stereotipati i personaggi, privilegiando soprattutto la chiave di lettura storica della vicenda. Non volevo fare un romance all’acqua di rose: volevo un vero romance storico. Spero di esserci riuscita.


Stefania hai già in “cantiere” nuovi progetti letterari?

-... Firulì, firulero… Vedremo.


Grazie Stefy per essere stata con noi. E' stato per me unprivilegio avere la possibilità di leggere in anteprima il tuo romanzo, che ricordo ai lettori è reperibile in ogni edicola dal primo Ottobre 2011.

-Grazie a te per la tua generosa ospitalità. E grazie alle lettrici e ai lettori di aver accolto così bene il mio romanzo.

martedì 11 ottobre 2011

Made in Italy con Silvia Scibilia: "6 in stand-by"




Laura, trentaquattro anni, moglie e madre di Mirko. Massimo, trentasette anni, marito e padre, nonché giovane manager di successo, sposato con Laura.
Lei sensibile, spesso fragile e insicura. Lui estremamente concreto, ambizioso nel lavoro. Due caratteri opposti che li hanno inevitabilmente portati l'uno nelle braccia dell'altra. Due strade che si sono incrociate fino a fondersi completamente in una sola.



Ma l'amore si sa, non è tutto rose e fiori e anche le rose più belle hanno spine che possono pungere e far male...
Dove sono finiti tutti i progetti, i sogni dei due ragazzi che nel Luglio del 98' si sono giurati amore eterno davanti a Dio?

-Sono felice, libera di sognare la nostra vita insieme,
una felicità liberatoria e inebriante
che ha il sapore dell'estate calda,
dei suoi baci profondi,
delle sue braccia calde avvolte intorno alla mia vita.
"Massimo, promettimi che non cambierà,
che non mi vorrai diversa da come sono."
"Ma che dici? Perché io ti vorrei diversa?"
"Mi sento libera con te e il matrimonio invece rappresenta proprio l'opposto."
"Il matrimonio è come ognuno se lo costruisce.
Il nostro è noi due senza condizionamenti di nessun tipo,
te lo prometto."-


Queste parole ormai sembrano lontane anni luce. I sogni di Laura sono stati dimenticati in un cassetto, sepolti da una marea di problemi e delusioni.
E mentre i traguardi professionali di Massimo giungono al culmine, lei si sente affossare in una quotidianità che le toglie il respiro, lentamente, fino a soffocarla.


Com'è possibile dividere lo stesso letto e sentirsi così distanti?
E come può Massimo non essersi mai reso conto dell'infelicità della moglie?

Cosa fare?

Far finta di nulla e continuare a tacere una tale sofferenza,

oppure prendere di petto la situazione, affrontando ogni possibile conseguenza?



No, Laura non può più tenersi tutto dentro se vuole salvare il suo matrimonio, che sembra inevitabilmente giunto sull'orlo di un baratro. Deve guardare dentro se stessa e nel suo cuore... per questo decide di mettere il suo rapporto con Massimo in stand-by.


-"Mamma, ho chiesto un periodo di separazione a Massimo. (...)
Non eravamo felici e non sto rovinando nulla.
Ho bisogno di stare da sola e non c'è nessun altro uomo, che sia chiaro."
"E Mirko?"
"Non ci ho pensato di proposito, altrimenti non mi sarei mai decisa."
"Non ti riconosco più.
Sei sempre stata assennata,
con la testa sulle spalle.
L'unica che non ci ha mai creato problemi."
"Il problema è proprio quello.
Voi non mi conoscete per niente.
Ho sempre fatto quello che voi volevate e dopo di voi lo stesso con Massimo.
Non ne posso più"-


Riuscirà il sentimento a prevalere sulla ragione?
E l'amore, se ancora ce n'è, li aiuterà a ritrovarsi prima che sia troppo tardi?




Il mio commento

"6 in stand-by" ci parla di un amore, di una coppia e di due singole persone, Laura e Massimo. Un uomo e una donna che si amano e che decidono di condividere la vita. La loro storia è la storia di molti di noi. Silvia Scibilia però non si ferma alle apparenze del "e vissero tutti felici e contenti"., perché l'amore è come una medaglia che mostra e contemporaneamente nasconde entrambe le facce. Noi tutte siamo o siamo state mogli e madri, ma prima di essere questo eravamo Roberta, Sara, Giorgia, Lucia ecc... Ma dopo anni, ci vediamo ancora per quello che eravamo un tempo o la vita, le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano state, ci hanno trasformato in qualcosa che guardandoci allo specchio non riconosciamo più?
E' la vita che abbiamo sempre sognato? E' così che ci immaginavamo di essere dopo sei, sette, otto anni di matrimonio? Queste sono le domande che si pone un Laura e a cui cerca di trovare una risposta. Sono le stesse domande che milioni di donne si pongono tutti i giorni mentre accompagnano i figli a scuola o preparano la cena aspettando il marito. Il problema però è un altro: abbiamo il coraggio di risponderci? E se sì, siamo altrettanto forti da ammettere che le risposte date non sono quelle che vorremmo sentire?
Laura ha il coraggio di farlo e di dire ad alta voce "questa non è la vita che voglio. Questa riflessa allo specchio non sono più io."
Egoismo? No, forse solo rispetto per se stessi. L'amore è condivisione, due singole anime che camminano insieme, stringendosi la mano, ma ognuna con la propria singola ombra.
Silvia Scibilia con parole semplici, ma che arrivano direttamente al cuore, ci porta prepotentemente nella vita più intima dei due protagonisti, mettendoli completamente a nudo, mostrandoci il loro lato oscuro. Un percorso emozionale forte che cattura l'attenzione del lettore, portandolo a gioire e a soffrire con Laura e Massimo, in questa loro dolorosa, ma bellissima storia d'amore. Un romanzo che vi farà innamorare...



L'intervista

Eccoci insieme per un nuovo appuntamento con la nostra ormai consueta e italianissima rubrica “Made in Italy”.

Oggi ho il piacere di ospitare qui al Gloria's Literary Cafè, Silvia Scibilia e il suo ultimo romanzo “6 in Stand-by”, pubblicato dalla casa editrice Butterfly Edizioni.

Ciao Silvia, benvenuta.. Essendo il mio un caffè letterario di tutto rispetto, mi piace parlare di libri avendo sempre davanti qualcosa di buono da bere. Ho da poco scoperto il caffè al ginseng e te lo consiglio caldamente; posso offrirtene una tazza fumante?

-Con molto piacere, grazie. Anche in una scena di "6 in stand-by", Laura offre un caffè al ginseng al marito che vuole leggervi chissà quali significati occulti sulla sua virilità.

Ricordo questa scena, davvero molto carina! Veniamo a noi. La prima domanda è un po' scontata, ma penso che sia una curiosità comune di tutti i lettori, sapere come sia nata questa tua grande passione per la scrittura e come tu sia arrivata alla pubblicazione del tuo primo romanzo “Ghiacciolo con Nutella”.

-Una curiosità più che legittima, direi. Io ho cominciato a scrivere da adolescente, poi ho accantonato la scrittura verso i vent’anni per riprenderla dopo una quindicina d’anni. Da che cosa nasce questa passione non saprei dirti, forse è genetica in quanto mio padre è uno scultore e avverto il bisogno di comunicare attraverso una forma artistica, forse è legata alla mia enorme passione per la lettura. Ho avuto sempre molta fantasia ed è naturale inventarmi delle storie, anche se riconosco che ciò non basta per creare un’opera. Ghiacciolo con Nutella pur non essendo il mio primo romanzo è stato il primo che ho fatto leggere e sono stati i lettori che mi hanno spinto verso la pubblicazione.

Parliamo del tuo romanzo “6 in Stand-by”: quanto c'è di personale in questo libro? E' in qualche modo un tuo viaggio interiore quello che ci proponi in queste pagine così ricche di emozioni, spesso contrastanti?

-C’è tutto e niente, poiché pur avendo attraversato una crisi personale come quella di Laura, lei è molto diversa da me, soprattutto per quello che riguarda l’autostima e l’approccio con l’altro sesso. Credo che a livello superficiale sia difficile trovare una donna che possa immedesimarsi in Laura, tuttavia credo che ci sia molto di Laura in tutte le donne, quando si rinuncia a qualcosa di sé per gli altri, quando tendiamo a piacere a tutti i costi, o mentiamo per non essere giudicati. C’è Laura quando ci si ritrova inadeguate con un neonato tra le braccia o quando i dubbi sembrano sommergerci.

Personalmente ho adorato il personaggio così “complicato” di Laura e spesso mi sono ritrovata nelle sue contraddizioni e nelle sue fragilità. Vuoi parlarci un po' di Laura e Massimo? Come si sono sviluppati i due protagonisti, passando dalla tua fantasia alla carta?

-Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato Laura. Molti lettori pur avendo amato il romanzo non hanno colto la complessità del personaggio, che io ritengo invece molto determinata e coraggiosa nel desiderio di dare una direzione alla propria vita. Laura nasce in contraddizione di Marianna, la protagonista di Ghiacciolo con Nutella e Odio amare. Marianna è la razionalità tanto quanto Laura rappresenta la sensibilità e l’empatia, Marianna soffre perché l’amore la porta a rinunciare all’indipendenza, Laura pensa di poterne fare a meno finché scopre che così facendo vive per gli altri. Massimo è invece complementare a Laura, ambizioso, sicuro di sé, incapace di mostrare le emozioni. I miei personaggi di solito vengono abbozzati, sebbene già dentro di me sappia tutto di loro. Man mano si compie l’opera di analisi del personaggio, che vive di vita propria scena dopo scena. Non sono un’autrice molto disciplinata, lo riconosco, scrivo quando posso, però faccio in modo che durante la stesura di un’opera siano sempre nei miei pensieri e così facendo non sono ancora andata in crisi davanti a una pagina bianca.

Mi piace molto l'idea di un finale “aperto”, che lascia grande spazio all'immaginazione del lettore, il quale, arrivato all'ultima pagina del libro, non può fare a meno di domandarsi come andrà a finire. Ci sarà davvero un “vissero felici e contenti” oppure come spesso accade, l'amore non basta a rendere una storia eterna?

-"6 in stand-by" è un romanzo che affonda le radici più nel realismo italiano che nel romance, un finale standard oltre a non essere nelle mie corde e improponibile in 6 in stand-by per il fatto che Laura ha compiuto il percorso di maturazione che è il tema del libro, e ciò per me è il lieto fine. Che cosa può accadere tra i due è scritto solo nel loro futuro, l’importante è che si siano resi conto di che cosa avevano sbagliato e che abbiano cercato di rimediare.

Silvia hai per le mani qualche nuovo progetto? Ti va di parlarcene?

-Ho terminato tempo fa un romance storico ambientato in Sicilia nel Medioevo normanno, per una volta un romanzo con un personaggio femminile che si fa amare da tutti e con un finale che non lasci l’amaro in bocca come gli altri romanzi. Ho inoltre pubblicato una ministoria ad alto tasso erotico per la Lite Editions dal titolo Sogno proibito, ambientato a Montecarlo alla fine degli anni ’60. Proprio in questi giorni mi frulla un’idea per la testa che potrebbe avere seguito, non posso tuttavia anticipare nulla se non che saranno presenti i tratti distintivi della mia scrittura, realismo, onestà, ironia e passione.

Grazie di cuore per aver essere stata con noi. E' bello poter conoscere più da vicino il personaggio che si cela dietro le pagine dei libri che leggiamo e che ci fanno battere il cuore. Spero tornerai presto a trovarci, magari per presentare agli amici del blog un tuo nuovo lavoro.

-Grazie a te per avermi ospitato, sarà un piacere presentare qualcosa di diverso ai lettori del tuo blog.

venerdì 7 ottobre 2011

Recensione "Grande Amore" di Ann Brashares



La storia d’amore di Daniel e Lucy non è una storia come tante altre. Venuta dal passato, migrata in un numero imprecisato di corpi ed epoche diverse, l’anima di Daniel cerca fin dalla notte dei tempi quella di Sophia, l’unica donna-ragazza di cui sia mai stato innamorato, quella che ha rincorso di vita in vita e che i crudeli scherzi del destino hanno sempre allontanato da lui. Daniel non ha mai smesso di cercarla, e quando finalmente la ritrova, in un liceo della Virginia, viene a sapere che si adesso si chiama Lucy, ha più o meno la sua età e… Non ricorda niente di lui. Sì perché le anime come Daniel, quelle che ricordano il loro infinito peregrinare sulla terra di corpo in corpo, di vita in vita, sono solo un piccolo gruppo: tutte le altre – compresa quella di Sophia/Lucy – dimenticano le esistenze precedenti e vivono quella presente come se fosse la prima, l’unica e ultima.



"Le prime vite sono un po’ confuse. L’esistenza dell’anima compie lo stesso percorso di ciascuna delle nostre vite, è una regola universale. C’è stata l’infanzia. Ce ne sono state molte. E quando la mia anima era ancora giovane, io avevo già raggiunto tante volte l’età adulta. In quei giorni, in ognuna delle mie infanzie, la memoria correva più veloce. In quei giorni facevamo le cose meccanicamente, guardavamo in modo strano il mondo intorno a noi. Ricordavamo."

Eppure Daniel non ha intenzione di arrendersi, neppure quando Lucy, sconvolta e spaventata dalle sue rivelazioni, gli intima di stare lontano da lei… Perché quando l’ha baciata e l’ha sentita tremare forte sotto le sue labbra, Daniel ha capito che in qualche angolino nascosto del suo cuore, in una memoria atavica impressa nell’anima, anche Lucy si ricorda di lui. Non ricorda il suo viso né gli eventi che li hanno visti coinvolti nei secoli, ma ricorda il loro amore, perché le loro anime si cercano da sempre, e continueranno a farlo fino alla fine dei tempi.



"Erano sensazioni primitive. Era un momento così importante da disperdere ogni ricordo del prima e del dopo. Forse non sarebbe riuscito a conservarlo, e quella era la cosa che lo spaventava sempre più di tutte. Ma nel liberare la sua mente sovraccarica sentì una gioia delirante. Lasciò uscire tutto, il resto del mondo e la registrazione di tutto ciò che gli fosse mai successo. Premette il corpo affaticato contro la bella pelle sudata di lei. Le si avvolse attorno e si sentì puro e nuovo come se fosse appena nato."


Il commento di Rossella



Un amore che sfida i secoli, che oltrepassa i confini della memoria e se ne infischia della carnale temporaneità del corpo, tornando eternamente… Alzi la mano chi non ha mai sognato un amore del genere! Che sia stata la debolezza di un attimo o il desiderio di una vita, il “grande amore”, quello eterno e infinito per antonomasia, resta uno dei pilastri fondamentali della società occidentale contemporanea. Sesso, ceto sociale e razza fanno poca differenza: sarà colpa della letteratura ottocentesca, dei classici hollywoodiani da “Via col vento” in poi, oppure della musica melodica? Sta di fatto che quasi nessuno sfugge al fascino mitico del grande amore, e questo in barba anche alla realtà, che spesso ci dimostra quanto fugaci e labili possano essere i sentimenti umani.

Nel romanzo “Grande amore”, tuttavia, è bandito ogni cinismo, ogni dogma o presunto realismo scientifico: in amore come in guerra, non solo è tutto permesso, ma anche tutto è possibile, perfino l’inimmaginabile. È questo il messaggio che sembra volerci dare la romanticissima –nonché bravissima, soprattutto nella difficile arte di dar vita e sostanza al sentimento amoroso senza renderlo né melenso né ridicolo– Ann Brashares. Oltre che un romanzo bello e commovente, che conosce momenti di pura poesia, “Grande Amore” è anche un appassionante viaggio nel tempo che consente ai profani di approfondire una teoria, quella della reincarnazione, che se aa alcuni può apparire come una stupidaggine, per molti altri è non solo una fede, ma anche la romantica spiegazione di tutte le piccole, misteriose e incomprensibili coincidenze quotidiane, dei déjà-vu e dei colpi di fulmine. Unico appunto all’autrice riguarda il finale, troppo aperto… Che presupponga un seguito? L''unico appunto che può essere fatto al libro, non riguarda il romanzo in sé, ma la sua traduzione, che poteva essere più accurata, evitando così di imbattersi in numerosi refusi ed errori che compromettono la lettura.



venerdì 30 settembre 2011

Giveaway "Strane Creature -Il Diario del Vampiro-" Il vincitore



Mi scuso con tutti gli amici del Gloria's Literary Cafè,
ma per alcuni problemi di connessione mi sono trovata costretta
a posticipare di qualche giorno l'estrazione del libro...
so che mi perdonerete!




Ma veniamo a noi...
Siete curiosi d
i sapere il nome del fortunato vincitore???
Eccovi accontentati!
Rullo di tamburi, prego...
abbassiamo le luci e creiamo l'atmosfera...


The winner is...





Maria!!!

Complimenti Maria, sei la fortunata vincitrice
che riceverà una copia omaggio di "Strane Creature -Il Diario del Vampiro-"
Contattami in privato così da lasciarmi l'indirizzo a cui spedire il libro.
Non scoraggiatevi ragazzi, presto un nuovo giveaway con cui tentare la fortuna!