sabato 23 aprile 2011

Recensione di "Cappuccetto rosso sangue" di Sarah Bakley-Cartright







Una storia nella storia

C’era una volta… uno script! Sembrerebbe l’incipit di una favola insolita, in realtà è proprio così che ha origine “Cappuccetto rosso sangue”, un romanzo la cui genesi va rintracciata nella sceneggiatura dell’omonimo film. Scritto da David Leslie Johnoson e basato su in’idea di Leonardo Di Caprio, “The girl with the Red Riding Hood” nasce come un testo destinato alla realizzazione di un progetto cinematografico.





In corso d’opera, la regista Catherine Hardwick (Twilight), si rende conto che i personaggi e le storie sono troppo complessi per essere esplorati a fondo in un film e immagina che possano costituire un’ottima base per la scrittura di un romanzo. Ingaggia quindi la scrittrice Sarah Bakley-Cartright perché realizzi il suo proposito. La giovane autrice vola a Vancouver sul set, partecipa alle prove, intervista gli attori , “danza sulle ceneri ardenti nella scena della festa” e in quest’atmosfera magica il libro spicca il volo.



La storia

Siamo a Daggorhorn, un villaggio in cui regna sovrano il terrore tanto che i suoi abitanti non riescono a sentirsi al sicuro neanche nei propri letti. La paura con cui hanno imparato a convivere ha grossi artigli e zanne affilate, il suo nome è: Lupo.





Valerie ha solo sette anni quando si ritrova a fronteggiare la bestia per la prima volta nella vita. In cielo splende la luna piena e, secondo i dettami di un tacito patto, un animale deve essere sacrificato per placare la sua fame. È la notte in cui Valerie assiste impotente alla morte della su capretta Flora e, nel vano tentativo di salvarla, si ritrova a fronteggiare due occhi selvaggi e meravigliosi prima che il panico prenda il sopravvento. Un episodio che unitamente alla partenza dell’inseparabile amico Peter, in seguito a un tragico evento, segnerà la fine della sua infanzia...

“Vederlo partire era stato doloroso, come recidere di netto la parte finale di una spessa corda: ormai c’erano due capi sciolti al posto di un’unica fune.”

Trascorsi dieci anni, il patto che garantisce la pace nel villaggio viene misteriosamente infranto e il Lupo comincia a mietere vittime fra gli umani. Ancora una volta, l’orrore che irrompe nella vita di Valerie si accompagna a strane coincidenze. L’ira della bestia si scatena proprio quando Peter fa ritorno a Daggorhorn e lei è stata appena promessa in sposa a Henry, un ragazzo che qualsiasi adolescente desidera ma di cui lei non è innamorata. Il tutto si complica con l’arrivo di padre Solomon che svelerà un agghiacciante mistero: la bestia temuta da tutti è un Lupo Mannaro che di giorno assume comuni sembianze umane. Non un estraneo, dunque, ma qualcuno che si nasconde tra gi abitanti stessi del villaggio.



Potrebbe essere chiunque di voi. Ecco perché frugheremo ovunque (…)
Le vostre case verranno perquisite. I vostri segreti svelati.”


Si scatenerà così una caccia tesa non solo alla cattura della bestia ma alla scoperta di una verità non meno inquietante.


Il commento di Miriam

Il romanzo si propone come una riscrittura in chiave gotica della famosissima favola di Perrault. (riproposta anche dai fratelli Grimm). Dell’originale conserva alcuni personaggi, alcune dinamiche e il tema della paura ancestrale. In questa rielaborazione, tuttavia, si riscontrano delle differenze di fondo. In primo luogo l’obiettivo si sposta dall’infanzia all’età adolescenziale. La “Cappuccetto rosso” protagonista di questa storia è infatti una ragazza di diciassette anni alle prese con i primi turbamenti amorosi e con le tipiche insicurezze che accomunano gli adolescenti. Benché conservi la curiosità e l’esuberanza di una bambina, Valerie attraversa una fase di passaggio e comincia ad affacciarsi sul mondo adulto. Particolarmente interessante da questo punto di vista, è il suo rapporto con la madre Suzette che, con lo snodarsi degli avvenimenti, la ragazza riscopre come “donna”. Altrettanto emblematici sono i dubbi che incrinano le sue certezze e il suo bisogno di evasione. “Tu vuoi scappare da Daggorhorn. Tu vuoi la libertà” le rivela il Lupo interpretando i suoi pensieri più intimi.

I due ragazzi che si contendono l’amore di Valerie, sono due figure assenti nella favola originaria ma che qui giocano un ruolo fondamentale. Peter incarna il ragazzo tenebroso e ribelle, quello capace di far battere il cuore ma del tutto inaffidabile. Henry, al contrario, è il prototipo del ragazzo modello, bello, ricco e assennato, quello che qualsiasi mamma vorrebbe come sposo per la figlia proprio perché garante di sicurezze.