martedì 18 ottobre 2011

Made in Italy con: Yami Yume e "Immagina"




Feo è un ragazzo come tanti altri: decisamente carino, intelligente, bravo a scuola eppure profondamente infelice. La sua vita sembra aver trovato un senso solo accanto a “lei”, l’unica ragazza in grado di fargli battere il cuore e legarlo a sé…

Infine l’aveva portata sulla ruota panoramica, da dove ammirarono lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Lì, sospesi nel vuoto, l’aveva baciata per la prima volta: quello era stato l’ultimo momento di vera felicità. Dopo quel bacio, lei si era sciolta in lacrime e gli aveva detto addio: si sarebbe trasferita in America, dall’altra parte del mondo e non avrebbero più potuto stare insieme.”

Ma un giorno, all’improvviso, lei se ne va via dal suo mondo, trasferendosi lontano con la famiglia. Dopo la maturità Feo va a vivere a Tokyo, metropoli che brulica di vita ma anche di bugie, ipocrisia e materialismo, e proprio qui si rende conto con sempre maggiore tristezza che non esiste qualcosa che lo soddisfi pienamente, né il lavoro, né l’amore, né le amicizie che ad sempre ha difficoltà a farsi. Si sente estraneo a tutto, con interessi e sogni diversi da quelli dei suoi coetanei, da cui si sente lontano anni luce. Si rende conto, non per la prima volta, che forse questo mondo non è fatto per quelli come lui. Apatico, ormai senza più sogni né speranze, in una fredda notte di pioggia si trova a desiderare di addormentarsi e non svegliarsi più.Ma è davvero la morte la soluzione a tutti i suoi problemi, oppure c’è un’alternativa, una speranza inaspettata e straordinaria? Senza accorgersene, Feo scivola in uno strano dormiveglia, e quando riapre gli occhi ha la netta sensazione che qualcosa intorno a lui sia cambiato. Seguendo una strana luce proveniente dalla porta d’ingresso, constata, meravigliato e impaurito, che quest’ultima è spalancata, e che fuori, per terra, si è aperta una profonda voragine luminosa.

"Dove avrebbe dovuto esserci il terreno si apriva una buca circolare dal diametro di almeno cinque metri, dalla cui profondità brillava la luce spettrale che lo aveva attirato. Si aggrappò tutto tremante allo stipite e vi sbirciò dentro: la buca era così profonda che gli venne un capogiro."

Davanti a lui c’è un vecchio sconosciuto dai lunghi capelli bianchi, che gli si rivolge in termini familiari, come se lo conoscesse da sempre. E infatti l’uomo sembra sapere molte cose di lui, della sua vita, dei suoi sogni infranti e della disperazione che lo porta a desiderare di morire. L’uomo si presenta come il Custode delle Chiavi del passaggio che conduce dalla terra – il mondo della veglia – al mondo onirico di Immagina, quello che a tutti noi è dato visitare fugacemente nei sogni, ma in cui nessun umano è mai vissuto più a lungo della durata di un sogno. La possibilità che il vecchio gli offre è proprio questa: visitare il mondo di Immagina, la terra dei sogni in cui Feo ha smarrito qualcosa di fondamentale, di cui lui però non conserva memoria…

Immagina che ti venga offerta l’opportunità di intraprendere un viaggio in un mondo diverso da questo, imprevedibile e magico, popolato da migliaia di creature diverse e pieno di luoghi che solo i più grandi sognatori sono riusciti a raggiungere. Un luogo dove potresti ricordare quello che hai perso. Che cosa faresti?”

Deve decidere in fretta, perché quella è l’unica possibilità che gli verrà offerta. E così Feo salta, finendo in un mondo immaginario molto diverso da quello dei consueti fantasy e da ciò che il lettore immagina: è un mondo popolato da creature fantastiche e luoghi bellissimi, ma è anche il luogo in cui vivono e proliferano gli Incubi, il cui scopo è quello di invadere la terra, impossessandosi dei sogni dei suoi abitanti. Ora che sono a conoscenza dell’esistenza di un varco – quella porta che Feo ha attraversato – sono più agguerriti che mai nel dare la caccia al ragazzo. Il regno di Immagina si caratterizza per un’ambientazione tipicamente giapponese e personaggi buffi, istintivamente simpatici, che sembrano usciti da un manga. Un luogo fiabesco, dunque, ma anche imprevedibile: sogno e incubo si alternano per tutta la durata del romanzo, dando vita a un’avventura straordinaria che ha il sapore di un sogno, che il lettore sente possibile anche per lui come per Feo.


Il commento di Rossella

Strutturalmente parlando, essendo un romanzo urban fantasy, in "Immagina", poco spazio è stato dedicato alla prima parte della storia -quella introduttiva- , in cui ci viene presentato il personaggio di Feo., ottenendo così una narrazione un pò troppo frettolosa: si nota infatti che l'autrice punta a introdurre velocemente il lettore nel regno fantastico di Immagina, tralasciando però alcuni particolari della vita del protagonist

a molto importanti per il personaggio e per la storia stessa. L’universo di “Immagina” è senza dubbio originale, così come i personaggi, ben caratterizzati e che sembrano usciti da cartone o un fumetto giapponese. Quello meglio descritto è sicuramente Feo, dal carattere maschile che difficilmente ritroviamo nei fantasy e young adult che siamo abituati a leggere: si tratta infatti di un personaggio a tutto tondo, seppur leggermente stereotipato, che al lettore risulta simpatico più per le sue debolezze (ne ha fin troppe!) che per le virtù. Feo, infatti, non è un eroe senza macchia e senza paura; tutt’altro. Ormai noi lettrici siamo abituate al bello e impossibile, che non deve chiedere mai, che ottiene tutte le donne che vuole, ma che ha occhi solo per la protagonista, di solito un’adolescente scialba e problematica, uno stereotipo questo, che ci ha anche un po’ stufate. Al contrario, Feo è uno di noi, fragile e talvolta indifeso, con tutti i pregi e i difetti di un ragazzo della sua età..

Molto apprezzabile è la componente di critica sociale presente nel romanzo, che pone una certa attenzione ai disagi dei giovani e all’incapacità di sognare tipica della nostra società, sempre più materialista. I continui colpi di scena tengono viva l’azione, e anche se talvolta l’autrice pecca in banalità – peccato che tuttavia si perdona volentieri a un’esordiente – ciò è superabile grazie al ritmo veloce e incalzante della

narrazione, che mescola sapientemente elementi thriller, horror e romance, alternandoli a momenti di riflessione. Si vede che alla base del romanzo c’è una struttura narrativa forte in cui ncubi e sogni sono sapientemente intrecciati tra loro.

Immagina” è scritto abbastanza bene, considerando che l’editing della casa editrice è pressoché inesistente: troppe, inutili, “d” eufoniche, troppi refusi, troppi avverbi e ridondanze che andavano eliminate. Si tratta sostanzialmente di un romanzo promettente che, se valorizzato dagli interventi giusti, ne avrebbe guadagnato moltissimo. A chi consigliare questo libro? A tutti gli appassionati del genere, ovviamente, che però non si lasciano scoraggiare da eventuali innovazioni sul tema, e a tutti gli amanti dei manga giapponesi. Una menzione a parte meritano i disegni, davvero meravigliosi ed evocativi, cornice perfetta per questo romanzo.



L'intervista

Oggi ospite qui al Gloria's Literary Cafè:

Yami Yume

Ciao Yami, benvenuta tra noi!
-Ciao Gloria, per prima cosa ci tengo a ringraziarti per avermi ospitata sul tuo Blog, perché il tuo spazio offre l'opportunità, tanto a scrittori esordienti quanto a chi si è già affermato in questo mondo, di poter presentare il proprio libro e parlare della propria esperienza in campo editoriale in un clima di cordiale e sincera ospitalità, cosa che non è sempre facile trov
are o che molti danno per scontato.

Per me Yami è sempre un grande piacere! I libri sono la mia passione ed è stupendo condividere questo amore con altre persone. Per questo è nato il Gloria's Literary Cafè e spero continui negli anni a venire... Ma ora parliamo del tuo romanzo d'esordio "Immagina". Da dove è nata l'ispirazione per scrivere questo libro e come sei arrivata da esordiente, alla pubblicazione?
-Immagina è nato come un bisogno, seguendo un processo naturale, quasi casuale. Prima di scrivere questo romanzo, infatti, non avevo mai coltivato in modo particolare la passione per la scrittura, più che altro mi ero cimentata in “esperimenti” che però non avevano portato a nulla di serio. Per tanto tempo ho assistito a situazioni ingiuste, bloccata in un paesino che non offre nessuna possibilità di lavoro o di crearsi un'indipendenza economica sufficiente a condurre una vita serena. Come una spugna, ho assorbito molte cose negative dall'esterno e questo mi ha trascinata in uno stato di depressione sempre più profonda. La fantasia, i sogni e la musica hanno sempre rappresentato le uniche mie vie di fuga da una realtà in cui non riesco a trovare il mio posto. Una notte, riflettendo su tutto questo, è stata proprio la fantasia a offrirmi una scappatoia: ho immaginato che fuori dalla mia porta si apriva un varco verso un'altra dimensione e che una sorta di Guardiano preposto alla custodia del passaggio mi invitasse ad addentrarmi in quel mondo, dove avrei potuto cercare le risposte di cui avevo bisogno. Lì ho avuto l'illuminazione, ma era comunque una necessità personale, non ho pensato minimamente alla pubblicazione finché non ho finito di scriverlo: solo allora ho pensato che avrei dovuto far conoscere quella storia agli altri, perché nella sua apparente e ingannevole semplicità, contiene tanti messaggi e tante simbologie che forse possono aiutare altre persone che si trovano nella stessa situazione a raggiungere le risposte che cercano. Per quanto riguarda la casa editrice, prima ho fatto delle ricerche, stilando un elenco delle CE che investono sugli esordienti senza chiedere alcun contributo e che trattano il genere fantasy, con tutte le sue sfumature. Il caro amico Daniele mi ha segnalato la Sangel Edizioni e così ho inviato loro il mio manoscritto, completo di illustrazioni che avevo preparato io stessa. Immagina è piaciuto subito e mi hanno offerto un buon contratto, che ho accettato.

Come si evince dalle foto pubblicate in rete, hai un look molto particolare, che ricorda un po’ quello di un fumetto giapponese; che influenza ha avuto questa cultura sulla tua formazione culturale e sulla tua scrittura?
-Il Giappone è una terra che mi è sempre piaciuta sin da quando ero bambina e rimanevo affascinata davanti agli anime trasmessi in tv. Amavo perdermi in mille fantasie, ancor più quando mi lasciavo trasportare dalla musica. Qualche anno fa, questa passione per il Sol Levante ha subito una rapida impennata trasformandosi in un grande amore, quando sono entrata in contatto con la musica, la produzione cinematografica e televisiva di questo fantastico paese. Mi sono documentata sulla sua storia, ho cominciato a studiarne la lingua da autodidatta seguendo dapprima lezioni e tutorial online e poi acquistando testi di grammatica. Tutto questo è iniziato pochi mesi prima della stesura di Immagina ed è continuato a crescere fino ad oggi.

A differenza della maggior parte delle tue colleghe esordienti, hai scelto un ragazzo come protagonista di “Immagina”. Come mai questa scelta?
-Feo è cresciuto con me. Forse è un prodotto del mio subconscio, una parte di me in versione maschile oppure esiste davvero da qualche parte. Non saprei dire, quindi, se sono stata io a riversare in lui parecchie delle mie riflessioni e del mio modo di essere o se queste cose facevano già parte della sua personalità. Magari è stato lui a fare di me quella che sono oggi, non il contrario. Chissà...

Nel libro metti l’accento sull’incapacità di sognare che caratterizza gli uomini e le donne contemporanee. Secondo te esiste una ricetta per tornare a sognare? Quanto aiutano i libri in questo senso?
-Oggi c'è una tendenza generale a banalizzare, dissacrare e ironizzare su tutto. Ognuno si mostra informato su ogni cosa, tutti vogliono parlare e dire la propria, però poi nessuno è interessato ad ascoltare quello che dicono gli altri. Con questo atteggiamento generale si è persa l'importanza di molte cose, importanza che spesso sta proprio nella loro semplicità. I libri aiutano a riflettere, evadere, capire, ci costringono a chiudere la bocca e ascoltare i pensieri, la voce narrante, le voci dei personaggi, prestare attenzione a quello che hanno da dire, ai messaggi che portano. Il fantasy, spesso sottovalutato o considerato inferiore agli altri generi letterari, in realtà è molto completo, ha parecchi punti di collegamento con la realtà e può trattare tematiche importanti, analizzandole da punti di vista differenti, offrendo risposte e soluzioni alle quali normalmente non si penserebbe.

Yami hai nuovi progetti editoriali di cui vuoi parlarci?
-Attualmente sto pubblicando online due raccolte intitolate “Il Diario di Yami”, che contiene aforismi e riflessioni personali su diversi argomenti, e “Le Memorie di Yami” che raccoglie aneddoti “particolari” della mia vita: sono entrambe disponibili sul mio profilo Facebook, ma presto le vedrete sul mio sito personale, che è ancora in costruzione. Inoltre sto scrivendo racconti e sto lavorando a un secondo romanzo. Solitamente mi oriento sempre sul fantasy e sull'horror, ma da recente mi è capitato di esplorare generi per me inusuali, come la favola e la fantascienza.

Grazie Yami per il tempo che ci hai dedicato! Spero tornerai presto a trovarci. Gli amici del blog ti aspettano.
-Grazie a voi per il piacevole pomeriggio passato insieme.






2 commenti:

  1. La mia nipotina!!!!! orgoglio di zia!

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  2. Salve!
    Volevo informarvi che se non siete ancora riusciti a comprare la versione cartacea di Immagina, da questa settimana trovate l'e-book al prezzo speciale di 3,49€ anziché 10€ e in versione corretta! Approfittatene ^^!
    Lo trovate nell'ESHOP SANGELEDIZIONI =)

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